Sàpere Aude | Un tour eno-gastro-culturale in quel di Gussago

Stile

Per famiglieSportivoCulturaleTuristico

Durata

1/2 giorniWeekend

N° di persone

CoppiaPiccolo gruppoFamiglia

Stagione

PrimaveraEstateAutunno
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Nell’anno di Bergamo Brescia Capitale italiana della Cultura, il Festival Filosofi lungo l’Oglio invita a “osare fare cultura”. Anche enogastronomica

«Bergamo Brescia Capitale italiana della Cultura 2023 è la testimonianza di una possibile rinascita attraverso la scelta consapevole della cultura, come elemento centrale per la formazione civile, la creazione delle competenze, il lavoro e la tenuta sociale ed economica».

Il progetto di “città illuminata” nato dalla collaborazione tra i due centri è un progetto di politica culturale che ha scelto la cultura come strumento per rigenerare le comunità territoriali e costruire le basi per la crescita dell’intero Paese. “Osare fare cultura” diventa dunque l’impresa necessaria ad abbandonare quel (comodo) sentimento di rassegnazione per lasciare spazio alla speranza di un avvenire migliore. La Fondazione Filosofi Lungo l’Oglio non ha mai smesso di credere nella fecondità della cultura e nell’anno in cui il suo Festival filosofico itinerante festeggia la maggiore età ci invita a riflettere su come la cultura possa essere sfruttata come cura per un presente segnato dall’aumento della povertà, anche educativa. E se questo è il sintomo, il viaggio può far parte della cura, e con esso tutto ciò che di buono vi ruota intorno. Perché non cogliere l’occasione per scoprire un altro angolo della provincia bresciana, nel cuore della Franciacorta?

Gussago conta meno di ventimila abitanti, eppure è ricca di scorci suggestivi e di tradizioni enogastronomiche, evidentemente già note all’inizio del secolo scorso: proprio qui è stato ambientato il primo film della provincia di Brescia, “Gli effetti del vino a Gussago (un paesan sborniato)”. Quale inizio migliore per questo itinerario di una visita guidata in cantina? E non una cantina qualunque, ma quella del Castello di Gussago, ospitata in un locale risalente al 1941 e completamente restaurato nel 2011.

Troneggia sulla cima del colle Barbisone – meglio noto come “Monte della Santissima” – un complesso monumentale affascinante, che affonda le sue origini nel convento che Papa Sisto IV affidò ai Domenicani alla fine del Quattrocento, e che per più di tre secoli fu luogo di preghiera ma anche centro di rifornimento di prodotti agricoli. Nonostante gli eventi storici sfavorevoli, come la chiusura dei conventi nel XVIII secolo e i continui cambiamenti di proprietà, l’attività principale nell’area è rimasta la viticoltura, anche grazie ai fertili terreni argillosi e alle condizioni microclimatiche ideali per la maturazione delle uve. In questo contesto si colloca l’iniziativa di rivalutazione voluta dalla famiglia Gozio, che dopo la longeva attività di distillazione delle vinacce ha deciso di seguire la vocazione vitivinicola del territorio.  

Il recupero degli antichi vigneti conferisce alle uve peculiarità aromatiche che si riscontrano nei vini biologici del Castello di Gussago, frutto di un processo produttivo sostenibile e costantemente monitorato secondo il protocollo “Itaca” (Italian Wine Carbon Calculator). Dopo aver degustato un calice di Franciacorta o di Curtefranca Doc, godetevi una passeggiata lungo i terrazzamenti del Parco della Santissima, magico simbolo della comunità gussaghese nonché uno dei punti panoramici più incantevoli della Franciacorta.

La conoscenza di questa terra non può che proseguire a tavola, assaggiando uno dei piatti più iconici della cucina bresciana: lo spiedo, che qui viene preparato “alla gussaghese”, ricetta che insieme a quella di Serle può vantare la Denominazione Comunale. Le “prese” di carne devono essere infilzate su ogni “schidone” secondo un ordine ben preciso: costoletta, pollo, lonza, coniglio e uccello si succedono inframezzati da foglie di salvia; le patate aprono e chiudono la fila. E poi serve tanta pazienza, perché la cottura (con braci di legna) deve essere lenta, e può durare fino a sei ore. Per l’Osteria dell’Angelo «lo spiedo è un simbolo, una visione del cibo e del tempo che va oltre la ricetta». In questa trattoria storica, la tradizione viene rispettata e moderatamente reinterpretata seguendo un approccio dinamico, figlio della mutevolezza del tempo, delle materie prime e delle esigenze nutrizionali.

Dopo pranzo dedicatevi alla visita della cittadina e delle sue case signorili, come Palazzo Togni, con il parco all’inglese abbellito da statue neoclassiche, e la Casa della Begia. Allontanandovi dal centro, sul “monte di Sale” troverete la casa-torre costruita dal nobile Oddone de Salis nel X secolo, che oggi ospita il B&B Torre de Salis: scegliete la Camera della Dame per una coccola dal gusto antico, con tanto di caminetto e romantica alcova; se siete in gruppo optate invece per la Pieve dell’Epifania, una piccola oasi di tranquillità in cui trattenervi per qualche giorno senza percepire lo scorrere del tempo.   

Concedetevi un po’ di relax prima di lanciarvi in un pomeriggio di shopping nel Franciacorta Village, a soli cinque minuti di auto.  E quando sarete soddisfatti, trovate ristoro nello store dell’Azienda Agricola Tuam, perfetto per un aperitivo al volo, naturalmente a base di Franciacorta e sfiziosi prodotti locali. 

Per cena, vi consigliamo di fare una gitarella “fuori porta”: attraversate Gussago e la vicina Cellatica alle volte di Collebeato. Poco distante dalla Panchina Gigante #122, immerso nel verde, troverete il Ristorante Carlo Magno: il legame con la natura non vive solo nella location, ma torna prepotente nel piatto, esaltato da colori vividi e gusti autentici, figli di una manipolazione delicata e rispettosa. La missione dello chef Beppe Maffioli è trasformare «ogni sapore e ogni profumo in ricordo personale e interiorizzato, secondo quella verità mai smentita che proprio le emozioni più difficili da scordare sono quelle che vengono dal cibo». 

Dopo una notte riposante e una ricca colazione, sarete pronti per esplorare gli ultimi tesori di Gussago, primo tra tutti la Pieve di Santa Maria di Pie’ del Dosso, anche nota agli abitanti del luogo come Chiesa dei Morti, poiché vi furono seppellite le vittime della peste manzoniana. La chiesetta romanica rappresentava il centro dell’organizzazione civile e religiosa, e nei secoli si è arricchita di affreschi e decorazioni, ma il suo gioiello resta senza dubbio il “pulpito di Maviorano”: la lastra di pietra bianca di origine longobarda unisce i simboli cristiani con quelli della mitologia nordica, raccontando un Paradiso mediato dal Walhalla. Se vi sentite in forze, partite da qui per un trekking leggero seguendo uno dei numerosi sentieri tracciati.

Per pranzo regalatevi un’esperienza elegante ma soprattutto accogliente presso il Ristorante Dina. Dina è la nonna materna dello chef Alberto Gipponi, che da lei ha imparato l’amore per il cibo e per le persone, perché a loro è dedicata ogni giornata in cucina, nella speranza di renderle felici offrendo parte di sé nel piatto. Al termine di questa intensa esperienza enogastronomica, raggiungete passeggiando (circa un’ora) il Santuario della Madonna della Stella. La fatica sarà ripagata con una splendida vista panoramica sulla Franciacorta e sulla Pianura Padana, che nelle giornate più limpide permette di scorgere le cime innevate del Monte Rosa. 

E se il paesaggio mozzafiato non dovesse essere sufficiente a rianimarvi, ci riuscirà la passione della famiglia Bontempi, che da tre generazioni conduce l’azienda vitivinicola Le Cantorie. Maria, Erika ed Elisabetta vi racconteranno in prima persona la storia di una cantina tutta al femminile, che trae il suo nome dall’instancabile canto delle cicale che anima la collina durante la vendemmia. Un buon calice di vino prodotto dalle uve di proprietà dell’azienda, abbinato a salumi, formaggi e prodotti tipici sarà la degna conclusione del vostro tour eno-gastro-culturale alla scoperta di Gussago e dintorni.

Cantine e Attività correlate

Mood
Servizi
Lingue
B

B&B Torre Salis

Bed & Breakfast
Via S. Stefano Martire, 13, 25064 Gussago BS, Italia
C
L

Le Cantorìe

Cantine
Via Castello di Casaglio, 24/25, 25064 Gussago BS, Italia
O
P
R
S

Playlist

Dove c’è un motivo per festeggiare ci deve essere un calice di Franciacorta e un sound straordinario.

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