Festival di Primavera, il successo si vede anche dopo

17 Marzo 2026

Il festival di cibo, cultura e vino in Franciacorta non si esaurisce nei due giorni di eventi: continua nei ricordi dei piatti assaggiati, nelle intuizioni degli chef e nelle combinazioni nate dall’incontro tra cucina del territorio e ostriche Marennes-Oléron IGP. Un’esperienza che può tornare anche a casa, trasformandosi in un menù di stagione.

Il bello di certi eventi enogastronomici, soprattutto quando intrecciano cucina, territorio e cultura, è che non finiscono davvero quando termina il programma. Il Festival di Primavera non è soltanto un appuntamento di promozione del territorio della Franciacorta: è, prima di tutto, una festa. E le feste, in fondo, si giudicano alla fine, quando si spengono le luci. Conta quello che rimane.
E in questo caso restano i ricordi di chi vi ha partecipato, le parole degli chef ascoltate tra un piatto e l’altro nei ristoranti del territorio, le fotografie scattate a tavola. Restano i profumi che tornano alla memoria all’improvviso, anche a distanza di tempo. Ma soprattutto restano le idee gastronomiche. Quelle che riaffiorano qualche giorno dopo, quando si ripensa a un piatto assaggiato durante il festival e viene voglia di provarne una versione a casa, reinterpretandolo con gli ingredienti trovati in cucina o al mercato.
Il Festival di Primavera è proprio uno di quegli eventi che lascia questo tipo di traccia. Per due giorni, il 14 e il 15 marzo, gli chef del territorio hanno lavorato su un incontro gastronomico insolito: da una parte la cucina della Franciacorta, dall’altra un ospite d’onore dal carattere deciso e raffinato, l’ostrica Marennes-Oléron IGP della Nuova Aquitania. Un ingrediente che porta con sé il mare, la mineralità e una lunga tradizione gastronomica. Nelle mani degli chef è diventato il punto di partenza per piatti sorprendenti, creati appositamente per il festival e accompagnati dalle diverse espressioni del Franciacorta.
Piatti pensati per un weekend speciale, certo. Ma anche perfetti per accendere un’idea: quella di riportare a casa, almeno per una sera, l’atmosfera di un festival che mescola paesaggio, convivialità e creatività. Nasce così un menù di primavera ispirato alle creazioni degli chef, da leggere come una piccola mappa gastronomica: non una replica perfetta, ma una traccia da cui lasciarsi guidare per ricreare a tavola, con un pizzico di fantasia, il sapore di quell’esperienza.

L’inizio: crudo, mare e un tocco agrumato
Ci sono piatti che aprono il palato con decisione. Come la battuta di manzo con ostrica Marennes-Oléron IGP e salsa d’arancia, una combinazione che durante il festival ha sorpreso molti ospiti. La dolcezza della carne cruda incontra la sapidità marina dell’ostrica, mentre la salsa d’arancia aggiunge una nota fresca che illumina il piatto. A casa si può interpretare con leggerezza: una buona battuta di manzo preparata al coltello, qualche goccia di agrumi e, per chi vuole osare davvero, un’ostrica adagiata sopra. Il calice ideale è uno dei protagonisti del festival: Franciacorta Satèn, morbido e cremoso, perfetto per accompagnare la delicatezza del piatto.

Il primo che profuma di festa, anche a casa
Quando il Franciacorta entra direttamente in cucina succede sempre qualcosa di interessante. Il risotto al Franciacorta con ostriche Marennes-Oléron IGP e caviale ha raccontato bene lo spirito del festival: elegante ma giocoso, ricco ma mai pesante. Il riso assorbe il vino e lo restituisce sotto forma di profumo e cremosità, mentre l’ostrica aggiunge una profondità marina che rende il piatto memorabile. A casa non serve necessariamente il caviale per ricreare l’atmosfera. Basta un buon risotto sfumato con Franciacorta e completato con un piccolo accento di mare: un’ostrica, qualche mollusco oppure una tartare di pesce. L’idea è portare il vino nel piatto e nel bicchiere. In abbinamento un Franciacorta Brut, diretto e vibrante.

Il mare che incontra la leggerezza
Dopo la cremosità del risotto arriva il momento di cambiare ritmo. Il merluzzo con ostrica Marennes-Oléron IGP e insalata croccante gioca sulla freschezza e sulla leggerezza. Il pesce è delicato, quasi essenziale. L’ostrica aggiunge una nota marina più intensa, mentre l’insalata porta croccantezza e una sensazione primaverile. È una cucina fatta di pochi elementi scelti con attenzione. Anche questa idea si può reinterpretare facilmente a casa: un filetto di pesce bianco cotto in modo semplice, qualche foglia croccante di stagione e una nota marina, che sia un’ostrica, una tartare di pesce oppure una vinaigrette agrumata. Nel calice, Franciacorta Extra Brut, fresco e minerale.

Il finale: un gesto di fantasia
Quando si prova a ricreare a casa un menù del festival capita che il dessert resti un po’ vago. Forse non lo si è ordinato, forse la serata è scivolata via tra chiacchiere e brindisi. E allora questo è il momento di improvvisare e di giocare: perché non usare il Franciacorta come ingrediente segreto per il dolce? Nasce così l’idea di un finale semplice e luminoso: sorbetto al Franciacorta con lamponi freschi. Un dolce leggero e decisamente primaverile, in cui la freschezza del vino incontra la vivacità dei frutti rossi. Accanto al cucchiaino torna naturalmente anche il calice: Franciacorta Rosé, perfetto per chiudere il menù con una nota fresca e profumata


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