Il foliage ha ormai il suo piccolo rituale: scegliere il posto giusto, aspettare che le foglie raggiungano la tonalità perfetta, cercare la luce migliore e scattare la fotografia da conservare.
Ma l’autunno in Franciacorta suggerisce un approccio meno contemplativo e decisamente più dinamico, complice il clima ancora mite che invita a stare all’aperto. Qui il foliage non è soltanto qualcosa da osservare: è un buon motivo per mettersi in cammino, salire in bicicletta e seguire strade e sentieri tra vigne, boschi e piccoli borghi, mentre il paesaggio cambia gradualmente colore.
A piedi o in bici, le possibilità sono diverse e si possono scegliere in base al tempo a disposizione e alla voglia di movimento. Sei percorsi ad anello permettono di dedicare una mezza giornata alla scoperta del territorio, mentre un itinerario più lungo collega Brescia a Iseo in due giorni, per chi preferisce trasformare l’escursione in un weekend tra natura, movimento e paesaggio.
Per iniziare basta scegliere una delle tante strade che salgono sulle colline della denominazione. Si può puntare verso il Monte Alto, seguire i sentieri del Monte Orfano tra vigne e conventi, oppure dirigersi verso Ome e Monticelli Brusati, dove il paesaggio si fa più boscoso e compaiono corsi d’acqua e vallate. È soprattutto qui che l’autunno dà il meglio di sé: basta cambiare percorso, o anche semplicemente percorrerlo in un momento diverso della giornata, per trovare un paesaggio che sembra quasi diverso, tra foglie che cambiano colore e una luce più morbida.
Tra le passeggiate più scenografiche c’è quella nella Valle di Gaina, a Monticelli Brusati. Il Sentiero delle Cascate è un anello di circa quattro chilometri, con un dislivello di 131 metri e una durata indicativa di due ore e mezza. Il percorso entra nel bosco e segue un piccolo canyon modellato dall’erosione del torrente, incontrando diverse cascatelle e alcuni tratti attrezzati. È una camminata che alterna passaggi nel verde, acqua e roccia e che, proprio in autunno, cambia parecchio rispetto ai mesi più caldi.
Per chi preferisce allungare il passo e coprire più strada, la bicicletta permette di attraversare in una sola uscita zone molto diverse della Franciacorta. Un itinerario parte da Rodengo Saiano e attraversa Ome, Monticelli Brusati, Provaglio d’Iseo, Passirano e Paderno Franciacorta, in un anello di poco più di 30 chilometri adatto, con le opportune varianti, a mountain bike, gravel ed e-bike.
È un modo interessante per vivere il foliage perché permette di passare in poche ore da uno scenario all’altro: dalle vigne alle strade di campagna, dai piccoli centri alle zone più boschive. Lungo il percorso si incontrano anche luoghi come l’Abbazia Olivetana di San Nicola a Rodengo Saiano, il Borgo del Maglio a Ome e il Monastero di San Pietro in Lamosa, vicino alle Torbiere del Sebino. Il paesaggio, insomma, non è mai uguale e la bicicletta permette di mettere insieme più tappe senza trasformare la giornata in una maratona.
Se invece l’idea è pedalare con il lago sempre più vicino, da Clusane d’Iseo parte un itinerario circolare che costeggia il Sebino verso Paratico per poi proseguire attraverso Capriolo e Adro, tra campi, vigneti e castagni, prima di tornare al punto di partenza. Una pedalata che mette insieme acqua e colline, strade rurali e vigneti, con il vantaggio di poterla affrontare senza dover inseguire il cronometro.
E per chi ha voglia di fare sul serio c’è anche la possibilità di attraversare la Franciacorta in due giorni. L’itinerario che collega Brescia a Iseo attraversa il territorio da est a ovest e arriva fino alle sponde del lago. Lungo il tragitto si alternano boschi, vigneti, borghi, abbazie e il Monte Orfano, con la possibilità di scegliere anche una variante più semplice che evita la salita e attraversa la campagna ai piedi del monte. Più che un’escursione, è un piccolo viaggio a tappe, con il paesaggio che cambia insieme alla strada e il lago che diventa il punto d’arrivo.
Poi, però, dopo chilometri a piedi o in bicicletta, arriva il momento di rallentare. E qui la Franciacorta offre una conclusione quasi naturale: sedersi davanti alle vigne, con un calice di Franciacorta in mano, e guardare per qualche minuto quello stesso paesaggio che fino a poco prima si è attraversato.
Perché il foliage, alla fine, è un rito, proprio come un bere un buon bicchiere di vino.









