Il futuro sostenibile della Franciacorta

28 Marzo 2023

Presentato il primo rapporto di attività nell’ambito ricerca e sviluppo.

Si è tenuto oggi, presso la cantina Villa Crespia ad Adro (BS) il convegno organizzato dal Consorzio Franciacorta per presentare il primo Rapporto di Attività Tecnica, “La Franciacorta tra ricerca e sviluppo: pubblicazione che ha visto il forte contributo dei membri del Comitato Tecnico, coordinati dal Gruppo di Lavoro e dall’Ufficio Ricerca&Sviluppo. Tra i diversi argomenti, il volume offre una sintesi della stagione 2022, riportando i risultati delle diverse ricerche (comprese quelle ancora in corso di svolgimento).

Il territorio franciacortino è un patrimonio ereditato dagli attuali viticoltori, un luogo dove tutto il lavoro dipende dalla terra. Questo spirito, insieme a un senso di responsabilità verso le future generazioni e verso la natura, ha guidato i produttori franciacortini, che hanno scelto di raccogliere la sfida della sostenibilità. Così, nell’ultimo decennio l’approccio verso questa tematica è cambiato. La sostenibilità è passata dall’essere uno degli aspetti del lavoro al diventare parte inscindibile e integrante di tutti i passaggi, dalla terra al bicchiere, e la limitazione degli impatti ambientali è diventata una assoluta priorità.

Il Rapporto mette in evidenza come, nel corso degli anni, le competenze acquisite dagli agronomi e dagli enologi che operano in Franciacorta siano aumentate. I nuovi skill sono stati condivisi e messi a disposizione per lo sviluppo di idee e strumenti funzionali alla crescita del territorio e della denominazione. Parallelamente, i temi oggetto di analisi da parte dei ricercatori del Consorzio hanno assunto sempre più una dimensione sistemica, ponendo al centro dell’attenzione l’ambiente e l’uomo, produttore e consumatore.

Di fatto, dalla lettura dell’Annuario appare evidente come il Consorzio Franciacorta stia puntando sulla formazione di tutto il personale coinvolto nella produzione vinicola. E lo fa all’interno di una prospettiva ampia di crescita, in modo da guardare avanti, a un futuro dove saranno adottati sempre più criteri e tecniche di viticoltura ed enologia di precisione. L’obiettivo è quello di fare squadra, di creare una fattiva cooperazione tra agronomi ed enologi per dare vita a un insieme coeso, in grado di condividere i progetti attuali e quelli a venire, perché soltanto in questo modo sarà possibile creare qualche cosa di realmente duraturo. È un gruppo di lavoro unito nella visione comune, che si avvale anche della proficua collaborazione di tecnici, ricercatori e professori di diverse prestigiose Università ed enti di ricerca italiani. Come appare evidente leggendo le pagine di questo Rapporto, gli studi condotti da queste realtà hanno saputo mettere in luce tutte le potenzialità e le criticità della viticoltura franciacortina, tracciando un solco fecondo dove seminare per riuscire a rafforzare il territorio e aiutarlo ad affrontare le sfide future.

La presentazione del Rapporto di Attività Tecnica, al centro del convegno di oggi, è stato un momento prezioso anche per conoscere le diverse risposte al cambiamento climatico messe in atto dal Consorzio. Le ricerche e gli studi tecnici pubblicati, per esempio, spiegano come migliorare le produzioni di Erbamat, rendendole più adatte alle esigenze qualitative di una base Franciacorta. Oppure raccontano la sperimentazione svolta nell’ambito del progetto VIRECLI (Viticoltura resiliente ai cambiamenti climatici), che esplora alcune strategie di adattamento della viticoltura ai cambiamenti climatici come la corretta scelta del portinnesto, che svolge un ruolo di mediatore tra vitigno e ambiente ed è destinato ad assumere sempre più importanza, anche in relazione all’intensificarsi di fenomeni siccitosi.

L’Annuario del Consorzio Franciacorta fa dunque il punto sui progetti tecnici attuati e per scoprire quelli in cantiere e traccia la strada per tutti coloro che operano sul territorio per produrre le rinomate eccellenze vinicole. È un testo importante, che delinea i contorni di un territorio, punto di riferimento di chi lo abita e di chi lo lavora.

Come si evince dal Rapporto, nel tempo la Franciacorta si è quindi spinta verso sistemi di produzione sostenibili, rispettosi della biodiversità, cercando con perseveranza strumenti innovativi e investendo molte energie anche per delineare un approccio scientifico quantificabile, in grado di restituire una reale fotografia di una realtà che incentiva una viticoltura che tende all’equilibrio con l’ambiente. A conferma di questa vocazione, diverse sezioni del documento sono dedicate alla presentazione delle ultime ricerche che hanno messo al centro la sostenibilità e la biodiversità.

Biodiversità Funzionale nell’agroecosistema vigneto in Franciacorta” è per esempio una ricerca che si propone di caratterizzare il territorio viticolo della Franciacorta e la biodiversità che ospita nelle sue varie componenti microbiche, vegetali e animali. Obiettivo principale è quello di conoscere la biodiversità, i ruoli funzionali che essa svolge, analizzando le relazioni tra i vari gruppi di organismi che popolano l’agroecosistema vigneto. “F.A.RE.SU.BIO – Fertilità, ambiente e reddito attraverso suolo e biodiversità” è invece uno studio incentrato sull’evoluzione della sostanza organica, della biodiversità e della fertilità biologica dei suoli vitati, per focalizzare l’attenzione sui criteri oggettivi di scelta, per garantire e potenziare il legame recentemente dimostrato tra fertilità biologica, qualità della vita al suolo, salute della pianta e qualità del prodotto.

Altre parti del Rapporto puntano sulla sensibilizzazione dei soci sulla gestione dei materiali utilizzati in vigneto, al fine di verificare quale sia la matrice migliore oggi disponibile sul mercato in sostituzione della plastica oppure sottolineano l’importante ruolo svolto dalla rete di stazioni meteo. Dal 2019, infatti, il Consorzio ha deciso di creare una nuova rete di stazioni, composta da 46 centraline, in grado di dare informazioni sugli eventi meteorologici in tempo reale. La capillare conoscenza del dato meteo ha permesso di affinare la difesa fitosanitaria e di elaborare programmi di difesa a misura di quasi ogni singolo vigneto, consentendo una riduzione degli apporti fitoiatrici, in particolare del rame.

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