Franciacorta: uno sguardo al futuro valorizzando il passato

21 Febbraio 2024

Presentata la prima Carta dei Vigneti e delle Zone della Franciacorta

19,5 milioni di bottiglie vendute in un anno mettono la Franciacorta, in termini di produzione e di posizionamento, al primo posto tra le denominazioni di origine italiane dedicate al metodo classico.

Un successo indiscusso e indiscutibile che non ha impedito alla Franciacorta e ai suoi produttori di guardare oltre, cercando di immaginare e di costruire una Franciacorta anche per le prossime generazioni, guardando al territorio non come ad un altro strumento di promozione ma ad una via per rafforzare l’identità della denominazione e aggiungere così nuove sfide.

Dopo tre anni di silenzioso lavoro è arrivato quindi il momento di presentare la prima Carta dei Vigneti e delle Zone della Franciacorta. Un lavoro che nasce dall’esperienza di Alessandro Masnaghetti, giornalista e cartografo di fama mondiale, che ha portato alla delimitazione precisa e minuziosa di 134 zone all’interno della denominazione, cercando di trovare il giusto equilibrio tra dettaglio, estensione delle zone, storia e tradizione.  Zone che non portano con sé alcun intento di classificazione, ma che aiutano finalmente a individuare e a valorizzare, all’interno della Franciacorta, delle aree omogenee in termini di paesaggio, storia, toponomastica e dunque – di nuovo – tradizione.

Come sostiene Alessandro Masnaghetti: “La valorizzazione di un vino può e deve infatti passare anche attraverso la valorizzazione della terra, e la valorizzazione della terra non può prescindere dal riconoscimento e dalla regolamentazione di nomi e di luoghi. Tanto più che la Franciacorta ha potuto dare a questo lavoro sul campo delle basi storiche incontestabili“.

La Franciacorta, prima in Italia e grazie al lavoro del compianto Paolo Oscar, è riuscita infatti nell’intento di digitalizzare il Catasto Napoleonico relativo alla propria area. Lo stesso catasto che all’inizio del 1800 è stato alla base dell’introduzione ufficiale in Borgogna dei lieux-dits e che in Franciacorta, ha fornito spesso precisi e indispensabili riscontri alla toponomastica utilizzata nella Carta.

La Carta non è tuttavia “soltanto” storia, tradizione e toponomastica. È anche il tentativo – grazie al testo pubblicato sul retro della Carta stessa – di descrivere la Franciacorta in modo semplice quanto efficace, con l’obiettivo di creare finalmente un linguaggio comune nel descrivere la denominazione.   Dalla geologia, mettendo da parte tecnicismi spesso difficili da decifrare e focalizzandosi invece sugli aspetti più evidenti e peculiari, al paesaggio, fornendo chiari e precisi riferimenti geografici che permetteranno a tutti di “leggere” la denominazione direttamente sul campo. Perché la Franciacorta merita di essere visita e, crediamo, anche amata.

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